
Si riparte!
Il termine di moda è restyling. Tirandosela meno, può andare benissimo “cambio di stagione”...

I "grillini" di Fidenza: "Grillo non e' il movimento 5 stelle"
Quali sono pensieri ed emozioni dei 5 Stelle di Fidenza dopo l’exploit di Parma? Per saperlo abbiamo tastato il polso al gruppo con qualche domanda.

L’ex assessore Callegari contro Cantini: “Piu' che una giunta e' un direttorio”
Due caratteri forti, che prima o poi sarebbero inevitabilmente entrati in rotta di collisione. E così è stato...

Lavorare stracca
E' tipico di noi di sinistra vedere la politica dappertutto e demonizzare l’avversario. Leggendo ogni fatto col filtro bolscevico, finiamo per perdere di vista il lato umano...
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I "grillini" di Fidenza: "Grillo non è il movimento 5 stelle"
Quali sono pensieri ed emozioni dei 5 Stelle di Fidenza dopo l’exploit di Parma? Per saperlo abbiamo tastato il polso al gruppo con qualche domanda.
Potreste fare un identikit di chi, secondo voi, ha votato 5 Stelle a Parma?
Non c'è un identikit preciso di chi vota Movimento 5 stelle a Parma, sono semplici cittadini stanchi di questi politici che hanno fatto il loro tempo. Il movimento ha idee importanti e programmi ben definiti, idee concrete facilmente attuabili a costo zero. Non si tratta di antipolitica, ma piuttosto di un modo nuovo di fare politica, di quello che la politica dovrebbe essere, ovvero “un prestarsi temporaneamente al servizio dei cittadini condividendo con loro le scelte sui grandi temi”.
Pippo vola sulla città: la recensione
Per le persone che hanno vissuto la seconda guerra mondiale il nome Pippo si associa ad una cosa soltanto: il piccolo cacciabombardiere che quasi tutte le notti faceva incursioni seminando distruzione, panico e morte.
La città di Milano fra il giugno del 1940 e l’aprile del 1945 fu pesantemente colpita dalle bombe sganciate da questo aereo da guerra. Tutti i milanesi impararono a riconoscerlo, anche i più piccoli.
Antonio Quatela nel suo libro “Pippo vola sulla città” (Mursia) raccoglie le testimonianze di chi era bambino a Milano durante la guerra e attraverso le esperienze personali ricostruisce la storia “dentro la storia”.
Dai giochi per strada tra le macerie nei vari quartieri di Milano, al racconto del figlio di uno dei quindici partigiani fucilati in piazza Loreto il 10 agosto 1944, alla strage della scuola elementare di Gorla, in cui tutti i bambini, tranne uno, persero la vita.
A scuola come in ufficio, per mangiare si timbra il cartellino
A scuola come in ufficio. Non è dato sapere se sia un modo per fare abituare sin dalla tenera infanzia i pargoli al duro tram tram del lavoro – per altro sempre più introvabile di questi tempi –, fatto sta che anche in alcuni istituti della provincia di Parma si sta diffondendo la pratica di far “timbrare il cartellino” anche agli alunni. Ovviamente non si sta parlando del classico badge “strisciato” ogni santo giorno feriale da molti dipendenti per testimoniare il proprio arrivo e la relativa uscita dal posto di lavoro, ma di una carta prepagata utilizzata per il servizio mensa. Non si tratta quindi di testimoniare le ore lavorative mensili e riceverne in cambio il meritato stipendio, ma di un modo per pagare regolarmente i pasti quotidiani.
La lenta "agonia" del centro. Chiude un altro negozio storico
“Nini Shop vende moda dal 1968” recita la targhetta dorata, malinconica e un po’ sbiadita, posta all’ingresso del negozio. Oggi, a quelle vetrine che fino a pochi giorni fa lasciavano intravedere vestiti di tutte le fogge, sono affissi due grandi manifesti color rosso sangue che annunciano la prossima “liquidazione totale per cessata attività”. Dopo oltre 40 anni di onorato servizio, una storica bottega del centro, a pochi passi dal Comune, ha deciso di abbassare per sempre la saracinesca. “Non si guadagna più nulla, ci si perde ogni giorno – ammette sconsolata la nota proprietaria, che preferisce non far apparire il suo nome –. Sono già due o tre anni che stavo pensando di chiudere. È una scelta obbligata, non riusciamo a vendere nemmeno con i prezzi bassi. Siamo costretti a svendere tutto”.
Il silenzio sugli innocenti
Finalmente anche il Consiglio Comunale di Fidenza prende coraggiosamente posizione sulla vicenda dei pescatori italiani uccisi, chiedendo a gran voce giustizia per i nostri connazionali. La vicenda è nota. Lo scorso 15 febbraio, in acque internazionali, 20 km al largo di Mazara del Vallo, un peschereccio siciliano si è avvicinato repentinamente alla petroliera Lexie. A bordo del cargo, dove si trovava un reparto di protezione militare internazionale, hanno creduto per errore ad un attacco di pirati, e qualcuno ha aperto il fuoco, assassinando Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, giovani pescatori di Mazara. La polizia italiana è convinta di aver individuato i colpevoli: si tratterebbe dei fanti di marina dell’esercito indiano Jalastein (45 anni) e Ajesh Binki (25 anni). La nostra giustizia non ha però potuto fare il suo corso, chiarendo la dinamica dell’accaduto e le responsabilità, perché l’India, invocando le norme del diritto internazionale, ha sottratto i due militari alle autorità italiane, reclamando il diritto di far valere la propria giurisdizione ed esprimendo apertamente totale sfiducia nella giustizia del nostro Paese.
L'ex assessore Callegari contro Cantini: "Più che una giunta è un direttorio"
Due caratteri forti, che prima o poi sarebbero inevitabilmente entrati in rotta di collisione. E così è stato. Mario Cantini e Lina Callegari si sono detti politicamente addio qualche mese fa e ora che l’ex assessore alla cultura è stata fatta fuori dall’attuale sindaco, non perde occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
- Dopo l'esperienza finita anzitempo nella scorsa amministrazione, cosa l'ha spinse nel 2009 a supportare la candidatura di Cantini?
Quando ho rotto con la maggioranza di centro sinistra avevo due opzioni: abbandonare l’impegno politico, oppure orientarlo non più a favore di una “parte”, ma verso i miei concittadini. La candidatura di Cantini nasceva in continuità con questo desiderio di cambiamento. Oggi constato che abbiamo sbagliato slogan: voltando pagina senza cambiare il libro abbiamo solo continuato la storia precedente.
Lavorare stracca
È tipico di noi di sinistra vedere la “politica” dappertutto e demonizzare l’avversario. Leggendo ogni fatto col filtro bolscevico, finiamo per perdere di vista il lato umano.
Quando Cantini ha dimezzato il vicesindaco Tanzi togliendoli l'importante delega alle società Partecipate, cosa abbiamo subito gridato ai quattro venti? Ecco la resa dei conti interni al PdL. Ecco la longa manu di Villani che rimette tutti in riga. Ecco il sindaco Cantini che si prostra al volere del potente ras locale e ne esegue gli ordini...
Al solito l'abbiamo buttata in politica, e invece era un caso umano. Lo ha spiegato proprio il nostro Sindaco: "Provvederò a distribuire diversamente alcune deleghe assessorili, tenendo conto, principalmente, del preminente ruolo del vicesindaco Stefano Tanzi, il quale, da tempo, mi aveva richiesto di concentrare il suo impegno solo sui temi sempre più complessi e delicati del Bilancio comunale e della realizzazione delle opere pubbliche”.