
Ora il quadro è realmente chiaro. Antonia Donetti è il nuovo assessore della giunta Cantini. All’esponente di Comunione e Liberazione vanno la delega ai rapporti con il consiglio comunale e alla comunicazione che erano patrimonio dell’assessore uscente Carduccio Parizzi. Viene istituita la nuova delega ai rapporti con il cittadino che va sempre in capo al assessore entrante. La delega, sempre detenuta da Parizzi, all’attuazione del programma finisce al vicesindaco Stefano Tanzi.
Il curriculum della Donetti è di quelli univoci e ben chiari, non tanto per il suo ruolo di funzionario Acer, nuova denominazione per l’istituto che gestisce le case popolari bacino di voti importante per la Pdl fidentina che vede un suo esponente di spicco Michele Rainieri come vice presidente, ma per la sua appartenenza rigorosa a CL.
Antonia Donetti, classe 1963, madre di tre figli, vanta dalla sua la partecipazione a diverse realtà messe in piedi dai seguaci borghigiani di Don Giussani. E’ stata socia della Gazza cooperativa ciellina, che si segnalò in particolare tra gli anni ’80 e ’90 per la gestione della cocomeraia del quartiere Luce, ma non ebbe grosse fortune. Il neo assessore è anche membro del cda del Scuola Don Sagliani, scuola materna fidentina afferente sempre al movimento. Ultima esperienza ormai lontana nel tempo è l’essere stata parte importante dell’avventura di Radio Fidenza Onda Libera. Dalla sede di una delle tante emittenti libere sorte negli anni ‘80, presso il Centro Giovanile Don Bosco, muovevano i primi passi gli attuali leader fidentini di CL che, anche grazie a questo strumento, metteva radici solide nella nostra città.
Lo sbarco dei giussaniani, in giunta, è completato dall’arrivo come nuovo agente alla famiglia di Giovanni Marocchi, noto titolare della libreria Ippogrifo, in quota Udc. Marocchi, pur rimarcando da sempre la sua fedeltà a CL, ha però una vasta esperienza politica alle spalle. E’ stato per diverse legislature consigliere comunale a Soragna. Dove è stato anche candidato sindaco in quota Alleanza Nazionale. Lo scorso anno è passato armi e bagagli nel partito di Casini ed è stato candidato al consiglio provinciale.
Da questa vicenda lasciateci dedurre una premessa e due dati. La premessa è che nella vicenda Parizzi c’è sicuramente uno sconfitto, la Pdl di Fidenza, che perde un assessore organico al partito locale ed esce con le ossa rotte da un confronto più mediatico che amministrativo. Come già abbiamo detto si annuncia un congresso difficile per la coordinatrice Francesca Gambarini e non sappiamo se le truppe cammellate villaniane questa volta la potranno salvare. Il silenzio del vice sindaco Stefano Tanzi è davvero assordante.
Il primo dato: Mario Cantini sceglie come assessore ai rapporti con il consiglio comunale una persona che non ha mai ricoperto incarichi di consigliere o assessore ed è probabilmente digiuna dei meccanismi che regolano la politica e l’amministrazione della città. Sembra che il sindaco abbia deciso di chiudere le porte definitivamente ad ogni tipo di dialogo con la minoranza, certo con il Pd, dialogo forse in questo caso mai aperto, ma anche con Giuseppe Cerri, che aveva mostrato maggiori disponibilità. Ma la realtà dei fatti più evidente è anche la totale inesperienza del neo assessore negli ambiti a lei affidati. Scusate per la comunicazione aver fatto parte della banda di Radio Fidenza Onda Libera dà almeno 1 punto nel curriculum.
Il secondo dato è lo sbarco in forze di CL nella giunta Cantini. Gli ammiccamenti e i sostegni più o meno velati, che venivano anche dai membri della gerarchia cattolica più vicina al movimento di Giussani, erano evidenti, ma arrivare alle dichiarazioni contenute nel comunicato di Cantini dove si cita l’impegno costante “nel sociale nell’area di Comunione e Liberazione”, francamente ci sorprende un po’. I ciellini di borgo hanno fatto ritornare l’orologio indietro di circa trent’anni ed hanno risuscitato quello che fu il Movimento Popolare. Mp nacque proprio sull’asse Roma-Milano in seno alla Compagnia delle Opere, braccio economico di CL, e riempì il vuoto decretato con la fine del collateralismo tra Azione Cattolica e DC, sancito dal Concilio e in particolare dalla scelta religiosa voluta dall’allora presidente di AC Vittorio Bachelet. Per anni nella chiesa volarono gli stracci con i ciellini che accusavano la più grande associazione cattolica italiana di avere una matrice protestante. Il Movimento Popolare, guidato dal già allora sulla cresta Roberto Formingoni, fece una scelta di campo precisa appoggiando all’interno della DC la corrente andreottiana. Ma tangentopoli colpì ad alzo zero anche loro con due tra i maggiori leader Marco Bucarelli e Vittorio Sbardella, finiti nelle patrie galere per questioni legate alle mense delle università.
Finita l’esperienza del Movimento Popolare è iniziato il periodo dei feeling tra Cl e personaggi del mondo politico nazionale certo in prevalenza di centrodestra, ma non sono mancati gli approcci dalla parte opposta primo fra tutti ed epico quello con l’allora ministro e oggi segretario del Pd Pierluigi Bersani. Del resto dietro CL c’è la Compagnia delle Opere, una delle più imponenti organizzazioni economiche nazionali, che non lesina a fare affari con nessuno, compresa l’odiata e rossissima Lega Coop con la quale condivide l’agenzia interinale Obiettivo lavoro.
Torniamo però a Borgo: anche qui il feeling è nato e l’uomo da seguire è lui, Luigi Giuseppe Villani, ormai non più tanto indiscusso leader del Pdl parmigiano. A sigillare l’idillio la coppia Capece-Callegari, l’uno a comporre equilibri politici e non solo, la seconda in piena sintonia ideale con le frange più intransigenti del mondo cattolico.
…E il sindaco sempre più compriMario.