Il Giornale di Fidenza
 
news - cultura
11/04/2010
Italian Sharia.

Lo scontro tra intolleranze produce mostri e, nel bestiario della cronaca nera dei nostri giorni, c’è chi riesce a sublimare il fatto di cronaca in letteratura. Paolo Grugni è un artista anche e soprattutto in questo. Dopo “Let it be” e “Mondoserpente”, il primo edito da Mondadori e ristampato dalla Alacran che cura l'edizione del secondo, Grugni torna alla libreria La Vecchia Talpa a presentare “Italian Sharia”. Nell’ideazione del suo ultimo romanzo egli sceglie di partire da un fatto di cronaca dell’agosto 2006 che portò all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda di Hina Saleem. La ventunenne viene ritrovata sepolta nel giardino della sua casa bresciana. È la famiglia pakistana a punire con la morte la ragazzina colpevole di non essere una buona musulmana. Un fidanzato italiano, la volontà di seguire una vita più simile a quella delle proprie coetanee italiane costeranno la vita a più di una Hina. L’autore di “Italian Sharia” comincia a documentarsi a fondo e scopre che nel torbido dell’integralismo si celerebbe un altro fenomeno ancora più scottante: dopo l’omicidio di Hina molte ragazze colpevoli delle stesse trasgressioni alla legge di Dio vengono riportate nei propri paesi di origine con la scusa di un matrimonio combinato. Lì, ad attenderle, la morte e il silenzio. Il protagonista del romanzo di Paolo Grugni seguirà le tracce di una ragazza musulmana scomparsa da Prato e non aggiungerà nulla, nella sua personale rilettura, alla realtà possibile. La cifra stilistica alta dello scrittore lombardo si mantiene vincente tra attualità finzione, tra cronaca e letteratura, a scapito di quei compromessi che potrebbero portarlo a vendere migliaia dei suoi avvincenti lavori a un pubblico molto più vasto. Questo, a detta anche del presentatore Andrea Villani, integerrimo nel suo lavoro di introduzione e contestualizzazione dell’autore del suo mestiere di scrittore e giornalista. Il lavoro di documentazione di Grugni è stato certamente preciso, tanto da guadagnarsi la stima e l’interesse di islamisti e stampa italiani. Una rassegna di ferite aperte nel rapporto tra politica e religione nel nostro paese in un romanzo avvincente: Grugni infatti non risparmia proprio nessuno e ci schiaffeggia a suon di contraddizioni e mostruosità politico-religiose alla luce del sole (sia da una parte che dell’altra). La tesi per cui siano questioni di disonore nei confronti del padre/padrone, anziché vere e proprie trasgressioni alla morale islamica, si avvalora alla luce dell’abrogazione della legge italiana sul delitto d’onore datata 1981. Una pubblicazione, “Italian Sharia”, che sa aprire molti spunti di riflessione sulla tolleranza e sulla diversità, vera e presunta, di due religioni, cattolica e musulmana, ormai strettamente conviventi. Tutto ciò sullo sfondo di una voragine legislativa, nazionale e internazionale in materia di rapporti tra stato e religione.

Giovanni Zanardi
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