Il Giornale di Fidenza
 
Storie
12/07/2010
Deutschland über alles.

Germania terza ai mondiali di calcio in Sudafrica. I cronisti si sforzano di pronunciare correttamente i nomi dei teutonici Butt, Friedirich, Mertesacker, Müller, Jansen e soprattutto Schweinsteiger (che se lo pronunci bene, sembra quasi che tu sappia davvero il tedesco). Fin qui tutto bene, ma chi sono Aogo, Boateng, Khedira, Özil della formazione della Germania che affronta la finale per il terzo posto? E chi diamine è Cacau? Dove sono finiti gli Harald “Toni” Schumacher, Ulrich Stielike, Karl-Heinz Rummenigge & Company del ’82? E che fine hanno fatto gli indimenticati Hans-Peter Briegel, Lothar Matthäus, Rudi Völler e Jürgen Klinsmann? È possibile che Klaus Augenthaler e Claudemir Jeronimo Barreto detto Cacau abbiano rivestito la maglia della stessa nazionale di calcio? Tutto ciò merita una spiegazione.
Cacau è un calciatore brasiliano del 1981 e si è trasferito in Germania nel 1999 per giocare con una squadra minore in un campionato regionale. Dopo aver vissuto 5 anni in Germania ha ottenuto la cittadinanza. Miroslav Klose è il giocatore più affermato tra quelli di origini straniere della nazionale tedesca: 31 anni e 4 gol in Sudafrica. È nato in Polonia e si è trasferito in Germania quando aveva 8 anni. Altri due nazionali tedeschi sono polacchi di nascita: Piotr Trochowski 26 anni, che vive in Germania da quando ne aveva 5, e Lukas Podolski ventiquattrenne trasferitosi con la famiglia nella nuova patria quando aveva circa 24 mesi. Coetaneo di Podolski è un altro “straniero” Mario Gómez García, nato a Riedlingen da padre spagnolo e madre tedesca.
Ma la nazionale di calcio tedesca può contare sull’apporto di altri giocatori ancora più giovani che provengono da altri paesi, soprattutto d’Africa. Mesut Özil e Serdar Tasci, 21 e 23 anni rispettivamente, sono nati in Germania, ma hanno entrambi origini turche. Dennis Aogo è nato nel 1987 a Karlsruhe ed è figlio di un nigeriano e una tedesca. Stessa età per Sami Khedira che ha padre tunisino e madre tedesca. Jérôme Agyenim Boateng ha 21 anni è nato a Berlino ed è figlio di padre ghanese; la madre anche in questo caso è tedesca. Il fratello Kevin-Prince gioca, invece, nella Nazionale del Ghana. Infine un Europeo, Marko Marin nato in Bosnia Herzigovina e fuggito dal paese in guerra a soli due anni, emigrando con la famiglia in Germania. Questi giovanissimi della Nazionale maggiore - ad eccezione di Tasci - hanno vinto nel 2009 il campionato europeo con l'Under 21 e sono il frutto di un progetto della federazione tedesca che è stato costruito dal 2001/2002. Questo progetto è stato ben spiegato dal giornalista rai Stefano Bizzotto, all'indomani della vittoria della Germania sull'Inghilterra. Sono stati istituiti quasi 400 piccoli centri di formazione calcistica sparsi per il paese, con 1200 allenatori, coordinati da una trentina di tecnici federali. Dal 2002 vengono intercettati 16.000 giocatori dai 10-17 anni. Vengono anche finanziati licei sportivi, dove si pratica calcio, ma non si pregiudica la scuola, mettendo a disposizione insegnanti di sostegno e corsi di recupero. Costo dell'operazione: 10 milioni all’anno, più o meno, lo stipendio di un calciatore o un allenatore di grido. Nel 2009 la Germania vince i campionati europei under 17, under 19 e, come detto, under 21; almeno il cinquanta per cento dei giocatori è di origini straniere. Questi nuovi centri di formazione, evidentemente, devono anche essere serviti a favorire l'integrazione tra i giovani.
Da questa vicenda pare potersi concludere quanto segue. In tempi di crisi, come lo era il calcio tedesco nel 2001, servono buone idee. In tempi di crisi economica, oltre a tagliare le spese, occorre pensare agli investimenti e riservare una parte pur piccola di fondi a finanziare qualcuna di queste buone idee. Investire sull'integrazione da i suoi buoni frutti.
Herzlichen Glückwunsch!


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