Il Giornale di Fidenza
 
l'editoriale
29/07/2010
Comunione e Lottizzazione.

Ci sono appuntamenti che come un orologio scandiscono l’estate. Tra questi il più rilevante, per la politica e non solo, è sicuramente il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Da sempre l’appuntamento ciellino, giunto quest’anno alla sua 31° edizione, è passerella di ministri, di alti prelati, del gotha produttivo economico del nostro paese e di ospiti stranieri di grande rilevanza.
Il Meeting è passerella anche per i nostri politici locali, qualcuno negli anni ha guadagnato i gradi ed è salito sul palco dei relatori, ma questo in vero è privilegio per pochi. Quest’anno sarà il turno del sindaco di Parma Pietro Vignali, che parlerà di welfare locale e famiglia in compagna del suo collega della capitale Gianni Alemanno. Non mancherà senz’altro la delegazione fidentina. Già immaginiamo una bella foto dei nostri amministratori sui quotidiani locali. In prima fila Mario Cantini ed il conducator del Pdl parmigiano Luigi Giuseppe Villani, qualche passo indietro la Coordinatrice – Presidente Francesca Gambarini e l’inossidabile coppia Callegari-Capece. A fare gli onori di casa sarà ovviamente l’assessore in quota CL Antonia Donetti.
Del resto siamo di fronte ad una festa di partito, se leggiamo il Meeting in chiave fidentina. Infatti Mario Cantini, con un comunicato dai toni entusiastici, ha annunciato, qualche mese fa, l’ingresso di Antonia Donetti, in sostituzione del defenestrato Carduccio Parizzi, indicando come primaria dote dell’assessore entrante la militanza in Comunione e Liberazione, trasformando così il movimento ecclesiale in una nuova componente politica per la sua maggioranza.
Non possiamo certo di questo fare una colpa al buon Mario. Lui, da vecchio comunista, ha scarsa conoscenza di regole, regolette e del bon ton praticato in sede ecclesiale. Chi non ha mancato tra le righe di sottolineare lo scarso giudizio di quel comunicato è stato il settimanale diocesano Il Risveglio. Nella trascrizione del comunicato, con cui l’amministrazione annunciava l’ingresso della Donetti, ha infatti omesso di inserire il riferimento all’appartenenza ciellina di quest’ultima.
Del resto è costume post conciliare che chi assume incarichi politici lo fa a titolo personale, non coinvolgendo direttamente associazioni, movimenti o entità ecclesiali di ogni tipo. Ci sono associazioni come l’Azione Cattolica che prevedono addirittura l’incompatibilità tra incarichi associativi e incarichi politici anche se solo in organi direttivi di partito.
Non sappiamo come funzioni lo statuto di Comunione e Liberazione e se si possa in realtà parlare di uno statuto. Siamo quasi certi che Antonia Donetti non ricopra incarichi nel movimento, dai quali da persona corretta si sarebbe dimessa, anche se i costumi e la correttezza non sono sempre di tutti.
Però quel riferimento di Cantini così diretto a Comunione e Liberazione ci ha lasciato perplessi. Attendevamo una presa di posizione chiara del movimento ecclesiale fidentino, che ribadisse appunto come ogni laico cristiano è libero, anzi è incentivato ad assumere incarichi pubblici, ma non lo fa in alcun modo in nome e per conto del movimento. Abbiamo atteso qualche mese perché sappiamo che in ambiti contigui a Santa Romana Ecclesia i tempi sono lunghi. Eppure oggi, alla vigilia della passerella di Rimini, nulla si è mosso e si sono invece rincorse speculazioni più o meno anonime sul ruolo di CL all’interno dell’amministrazione Cantini. Bastavano tre righe dei vertici locali per mettere tutti a tacere, ma nulla è giunto.
Del resto, un ruolo Comunione e Liberazione e il suo “braccio armato” la Compagnia delle Opere lo hanno e ben visibile nel centrodestra nazionale e in amministrazioni importanti come quella della Lombardia e nella stessa giunta di Parma.
Il tutto ci lascia perplessi. All’indomani della caduta della DC al Convegno ecclesiale di Palermo del 1995 Giovanni Paolo II° disse “la chiesa non deve e non intende coinvolgersi con una scelta di schieramento politico o partitico” . Parole decisive che ci fanno sorgere delle domande.
Comunione e Liberazione è a Fidenza parte integrante della Chiesa e quindi non può essere indicata come componente di uno schieramento politico?
Se è così e ne siamo convinti, perché non correggere l’errore commesso da Cantini per distrazione e poca conoscenza dell’argomento?
Un’ultima provocazione: se a parti invertite, fosse stata indicata dal sindaco Enrico Montanari un’assessore in quanto esponente dell’Agesci (solo un esempio niente doppi sensi, n.d.r.), cosa sarebbe successo? Ci sarebbe stata la rivoluzione e si sarebbe gridato alla scomunica?

Massimiliano Franzoni

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